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  • Roboid 371304 - RecensioniOpen or Close
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    Magnetic Mag English - ^ www.magneticmag.com
    Lost Reality, featuring -write this down- Garmo, Merx and Kekko (respectively) are an Italian electronica dream team. Their new single, "Discoboy" from their forthcoming album Roboid 371304 is a total anthem.

    With a beat that bounces off the walls in all of the right ways, Discoboy will get things moving. No, this is not your John Travolta in a leather jacket with a paint can in one hand and a couple of slices of pizza in the other variety of dance music. It takes a bit of a longer walk on the wild side.

    Yet, the morphing of live instrumentation into the sonically appealing electro-rhythm has a real bite. Put it this way, reality might be lost but a hard groove is clearly found.

    Christopher Levine

  • What Remains - RecensioniOpen or Close
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    Extracts from reviews EN - ^ -
    Estratti recensioni IT - ^ -
    Nova Muzique IT 4.5/5 ^ www.novamuzique.net
    Talent scout Kataweb IT - ^ kataweb-talentscout
    Extra! Music Magazine IT - ^ www.xtm.it
    Sensorium IT - ^ www.sensorium.it
    Battlehelm EN - ^ www.battlehelm.com
    Dagheisha IT - ^ www.dagheisha.com
    Music discovery DE 8/10 ^ www.music-discovery.de
    The ship magazine IT 75/100 ^ www.theshipmagazine.com
    Side line EN - ^ www.side-line.com
    Silent scream IT 7/10 ^ www.silentscreamzine.com
    Metal Inside IT 7.5/10 ^ www.metalinside.it
    Lords of metal EN 83/100 ^ www.lordsofmetal.nl
    Lords of metal NL 83/100 ^ www.lordsofmetal.nl
    Rock United EN - ^ www.rockunited.com
    Live 4 Metal EN - ^ www.live4metal.com
    Terrorverlag DE - ^ www.musik.terrorverlag.de
    Una gavetta almeno decennale, fra promo, concorsi vinti, passaggi Tv, concerti, per arrivare al debut che raccoglie i brani principali che hanno fatto la storia della band, attualmente al lavoro su nuovo materiale.

    What Remains è un disco irrimediabilmente radicato nell'elettro dark pop, ma che sembra aver introiettato le migliori lezioni della generazione che ha appena dato il meglio di sè nel genere.

    Troppo facile citare Depeche Mode, Radiohead o Subsonica, sebbene se ne sentano le eco, neanche troppo lontane; piuttosto preferisco ascoltare i Lost Reality pensando a come sarebbero i Faith No More se si facessero influenzare dal più oscuro Marilyn Manson con la supervisione dell'immenso Moby, senza dimenticare i NIN.

    Le sensazioni che si alternano fra le tracce di questo Cd sono ora rarefatte ed ossessive, ora acquatiche e morbide, come se nuoto e volo coincidessero. Il mix di dark, rock, psichedelia ed elettronica è sempre molto dinamico, ma tutte queste coordinate restano comunque in perfetta armonia.

    Quando prevale una di esse in particolare, il rischio è di fare il verso a qualche band importante troppo da vicino, come nel caso di If This Is Heaven (Radiohead) oppure The White Wall e These Days (Marilyn Manson), ma il risultato non eccede mai fuori dal seminato.

    Indubbiamente, per la maturità del songwriting e per gli arrangiamenti ben rifiniti è Erase il capolavoro del disco e non a caso, di questo pezzo è stato realizzato un video che gira anche piuttosto bene.

    Insomma, c'è da aspettarsi un capolavoro dal prossimo album dei Lost Reality ed è solo per questo che tengo in frigo la quinta stellina… sempre che non prevalgano, nella stesura e nella produzione dei nuovi brani, manie di emulazione con mostri sacri o peggio, brame di successo troppo ambiziose.

    Tenere d'occhio!

    Gory Joe

    L’elettronica conquisterà il mondo. Oramai siamo predestinati a vivere sotto il controllo degli strumenti sintetici, vuoi per comodità, per praticità, ma anche perché c’è ancora molto da scoprire e sviluppare.

    La qualità degli artisti 'binari' aumenta in maniera esponenziale, così come le possibilità casalinghe di realizzare lavori professionali senza troppa organizzazione (sale prove, ricerca musicisti, registrazione demo, etc).

    I Lost Reality mi danno l'impressione di essere un gruppo rock 'convertito' ai suoni elettronici, un passaggio importante perfettamente filtrato attraverso il computer. "What Remains" ha lo stesso buio degli ultimi Depeche Mode mischiato alle tendenze industriali dei Nine Inch Nails, così a un certo punto i battiti ben programmati vengono spazzati via da una chitarra modulata così tanto da sembrare una creatura cibernetica; ma allo stesso tempo riescono a mantenere interesse melodico in una strofa invasa da strappi, cigolii, mormorii, gemiti, tagli e graffi elettronici.

    "What Remains" è una delle composizioni più mature mai caricate sui nostri server e potrebbe benissimo viaggiare ad alta rotazione in radio e TV.

    La cosa ancora più particolare è che la formazione è costruita su un canonico quintetto rock: batteria, basso, due chitarre e voce. Colui che si occupa dei loop è anche il frontman e sembra impossibile riesca (da solo?) a creare un'atmosfera così cupa e plastificata; l'aiuto dei musicisti arriva soprattutto nella costruzione dei suoni con le chitarre che optano per suoni compressi tanto da sembrare finti, la batteria sembra suonata da un programma mentre il basso è l'unico a mantenere le sue caratteristiche 'umane'.

    Ma i Lost Reality potrebbero anche suonare acustico perché il punto di forza arriva dalle canzoni, cosa fondamentale e molto spesso quasi accantonata perché la maggior parte dei musicisti elettro sperano di colmare le lacune compositive con chili e chili di campioni.

    "Perfect Passion" è uno dei brani che più mette nero su bianco le particolarità dei cinque, immaginatevela spoglia di ogni orpello, suonerebbe lo stesso in versione pop; oppure la new-wave-iana "Erase" che potrebbe essere in scaletta di gruppi come Interpol o She Wants Revenge.

    I Lost Reality hanno grandi potenzialità e fortunatamente lo sanno.

    Per questo ambiscono al mercato internazionale utilizzando il grimaldello di una etichetta britannica.

    Per questo sono il nostro gruppo della settimana.

    Fabrizio Galassi

    Quella tra dark, rock ed elettronica è certo una contaminazione già nota, sfruttata e persino abusata nell’ultimo decennio.
    Ciononostante i calabresi Lost Reality, nel loro What Remains, dimostrano una creatività e una perizia compositiva tali da riuscire a dribblare abilmente ridondanze e dejà vu vari.

    Certo, visto lo tsunami di popolarità che il rock elettronico ha conosciuto nel nuovo millennio, paragoni e richiami sono inevitabili e numerosi: What Remains viaggia sospeso tra i Depeche Mode e i Radiohead, ma con una gradazione più oscura e tenebrosa, grazie soprattutto al buon lavoro del vocalist Garmo, la cui particolarissima vocalità ricorda a tratti quella del miglior Marylin Manson.

    I Lost Reality non sono un nome nuovo ai frequentatori dell’underground: in attività dalla metà degli anni ’90, autori di un bellissimo EP nel 2002, sono stati finalisti in numerosi contest nazionali e spesso ospiti sulle frequenze del canale Rock TV. Attualmente sono considerati una delle migliori band del panorama alternative italiano.

    Bisogna ammettere che dischi come What Remains non nascono per caso: l’album è estremamente ipnotico, con muri di chitarre che si insinuano inesorabilmente nella mente dell’ascoltatore, repentine zampate industrial e atmosfere irresisitibilmente morbose. Veil of the Martyr si distingue regalando un momento quasi punk, ma la traccia migliore dell’album è senza dubbio la tesissima e luciferina Erase; da ascoltare anche Perfect Passion, If This Is Heaven, Poison Kiss, The White Wall, brani già conosciuti ma a effetto sicuro.

    Non si può parlare di buon debutto per i Lost Reality, semmai di una conferma, vista la loro presenza ormai decennale sulle scene. Sarebbe bello che avessero la possibilità di fuoriuscire dal recinto dell’underground, dove sono confinati ormai da oltre dieci anni: la loro originalità, rispetto a tanti replicanti dei Depeche Mode oggi in circolazione, potrebbe essere un esempio positivo e una spinta a fare di più.

    Arianna Mossali

    Non deve essere proprio semplice il solo cercare di proporre alternative dark rock se si risiede in Calabria. Ma la caparbietà, unita a delle ottime qualità di fondo, permettono a gruppi come i Lost Reality di mirare a qualcosa di più della semplice affermazione in ambito underground. "What Remains" mostra tutti gli aspetti vincenti di una valida band all'esordio discografico a distanza di più di dieci anni dalla data di formazione.

    Inquietanti atmosfere, spiccato senso della melodia, sopraffina perizia nell'affiancare suoni sintetizzati all'acustica della batteria (straordinari gli ultimi 30" di "The White Wall"), chitarre trascinanti, voce duttile ed espressiva. Credeteci, brani come "Perfect Passion", "If This Is Heaven" e "What Remains" sono varipointe gemme alternative rock che non vedono certo la luce tutti i giorni.

    Potenziali eredi dei Bluvertigo del seminale "Metallo Non Metallo", adeguata spalla per i sempre più affermati Klimt 1918, i Lost Reality mostrano come ancora oggi si possa rimanere stupiti dalle uscite di gruppi di cui non si era a conoscenza dell'esistenza sino al momento in cui non si scarta l'involucro che racchiude il supporto ottico, freddo al tatto quanto caldo e avvolgente in fase di riproduzione.

    Stefano Serati

    Cool, contemporary rock mixed in with suave, funky loops on this ambitious 12 tracker that is both well played and produced give me the impression that LR are a very classy band indeed.

    The rock styles vary from 80s New Wave / Punk on ‘Poison Kiss’ to the Nirvana-esque ‘Veil Of The Martyr’ to the goth rocker ‘The White Wall’, but the pensive, soothing ‘Invisibility’ was the best track to me, reminding me of a lighter version of Theatre Of Tragedy that blended in all the band’s styles whilst producing catchy harmonies.

    Shan Siva

    Attivi sin dalla seconda metà degli anni novanta, i calabresi Lost Reality sono approdati quest'anno alla composizione di ‘What Remains’ dopo un’importante gavetta che li ha visti girare l’Italia per festival, supportare grandi nomi come Clan Of Xymox e partecipare a compilation per gruppi underground.

    L’album si contraddistingue quindi per l’unione ben riuscita di melodie catchy, atmosfere decadenti, rasoiate industrial con evidenti richiami ad Orgy e Nine Inche Nails ma anche Depeche Mode o Marilyn Manson.
    Le danze si aprono con il subdolo intro ‘My Fragments’ trasportandoci subito nella languida ‘Perfect Passion’, dal refrain molto accattivante, synth oscuri e predominanti e tanta capacità melodica. ‘If This Heaven’e ‘Poison Kiss’ risultano due ottimi singoli, soprattutto il secondo, dalla maggiore portata radiofonica mentre ‘Veil Of The Martyr’ è invece, con gran sorpresa, un potente assalto sonoro con una sezione ritmica dal leggerissimo sapore dei meravigliosi Fear Factory, loop industrial e momenti scream.

    'What Remains' prosegue veramente bene, l’ascolto è quindi gradevole, si distinguono inoltre ‘The White Wall’, la potente ‘Erase’ e la ballad ‘These Days’.

    L’ascolto continua e soddisfa senza accennare a clamorosi momenti di noia concludendo le danze con ‘Nothing I Am’.

    In definitiva un buon album, ricco di atmosfere che fanno gola a chi si nutre quotidianamente di decadente emotività, ben composto ed arrangiato. Avrei preferito un artwork più ricco di contenuti.

    Gianluca Sacco

    Diese CD ist mal wieder bei mir extreme zwiespältig angekommen. Einerseits muß ich zugeben, daß diese CD wirklich Klasse hat und gut ist, andererseits ist mir das auf Dauer etwas zu gemütlich, verträumt und wird dadurch auch mal langweilig. Aber es gibt ja nicht nur Leute, die wie ich ordentliches Gerumpel bevorzugen, sondern es auch mal etwas ruhiger mögen.

    Und genau diese Leute sollten hier auf jeden Fall mal reinhören, denn diese CD hat Klasse. Musikalisch vermischt man moderne Sounds mit normalen Heavy Metal. Und so entsteht eine Mischung, die teils etwas an Filter erinnert, vor allem, wenn die elektronischen Parts überwiegen.

    Freunde von Bush und Co. dürften ebenfalls Gefallen an den Songs finden, wobei Lost Reality bei weitem nicht so schräge Elemente in die Songs einfließen lassen. Trotzdem vom Songwriting äußerst interessant gestaltet und die Songs bieten jede Menge Abwechslung. Wenn sie etwas heftiger unterwegs wären, könnte ich sie fast in die Riege meiner Lieblinge aufnehmen.

    So aber kann ich diese CD nur all jenen ans Herz legen, die auch mal etwas ruhigere Töne mögen, wobei es auch hier hin und wieder etwas flottere Momente gibt, die dann gleich richtig Spaß machen.

    PGB

    Intro da paura con 'My Fragments' dove sinistri influssi che sembrano provenire da lontano, descrivono l'approccio concettuale dei Lost Reality di What Remains. Ma già da 'Perfect Passion' lo stile sembra flettersi verso sonorità meno morbose, ma che sanno catalizzare l'attenzione ugualmente.

    Lo stile è un'amalgama di sonorità confinabili nei vasti territori dell'electro vellutato e dell'abrasivo rock industriale.

    La voce è molto rock-oriented ma la musica è qualcosa di più complesso, come se cielo e terra si unissero nell'abbraccio sensuale tra ritmo nervoso e lenti synth pad nel canto voluttuoso e grintoso di 'Poison Kiss', fino a trasformarsi in passaggi più noise-rock in 'Veil Of The Martyr'.

    E' un mondo di feedback, drones, aperture liquide, ma è sempre uno squarcio nero quello che fa ombra nella loro musica.
    Forse il modello a cui si avvicinano maggiormente è quello degli Orgy, sia per le scelte timbriche e armoniche delle linee vocali, sia per la produzione in generale di alcuni brani, una su tutte 'Erase'.

    La qualità dei brani è notevole, a parte qualche piccola sbavatura, di impatto, coinvolgenti nell'incedere. Insomma ci sono soluzioni che vogliono distaccarsi dalla base glam-rock oscuro per guadagnare in personalità, e penso che i Lost Reality dovrebbero focalizzare la loro innegabile bravura verso se stessi.
    Melodie e suoni azzeccati, certi pattern abbastanza paraceli lasciano supporre che questi musicisti italiani abbiano qualcosa da dire nella scena nazionale ed estera. Ancora un po' acerbi ma dalle sicure potenziali.

    Maurizio Di Battista

    It took more than 10 years for this Italian band to release their official debut cd. Thanks to UK Division Records they'll now try to increase their reputation.

    The sound of this band is quite different from what I'm used to hear of Italian bands dealing with pop, rock and wave music.

    "What Remains" sounds pretty pleasant and efficient. There's a well-crafted and powerful mix between elements of pop-rock and wave music.

    Some of the songs are closer to the 80s while other ones are definitely more into rather typical, but modern pop-rock music.

    I for sure appreciate their moody new-wave style that has been revealed on songs like "Poison Kiss", "Children Of Evil" and "Invisibility".

    This last song is even close to a kind of ballad style and definitely not in the vein of the album globally speaking.

    Their harsher side emerges on "Veil Of The Martyr" or yet "Erase". A few electronic sounds now and than complete the songs, but they first of all remain a pure guitar-minded band!

    This is a real acceptable debut that is like crowning all their efforts throughout the years!

    I Lost Reality rappresentano una delle perle meglio nascoste e curiosamente poco considerate dell'underground tricolore, nonostante l'evidente commestibilità della proposta musicale.

    Sintetizzatori usati più volentieri delle chitarre per alimentare un dark rock dalle forti inflessioni elettroniche, atmosfere plumbee, sintetiche e decadenti, che rimandano in maniera più o meno diretta al gotico, forti dosi di new-wave.

    Tutte caratteristiche che ritroviamo nel debutto "What Remains", sebbene notevolmente alleggerite per ciò che riguarda l'aspetto strettamente industrial/rumorista.

    Con queste premesse, ad emergere sono quindi le suggestioni dark, formula non originalissima ma certamente efficace anche nell'indicarci un possibile nuovo trend (vogliamo cominciare a parlare di neodark?). Si ascoltino, a questo proposito, "Perfect Passion", "If This Is Heaven" o "Poison Kiss", che si destreggiano con competenza tra Depeche Mode e Filter, tra Kraftwerk e Nine Inch Nails (ma tutto il disco è attraversato da tali turbamenti).

    Roba che già esisteva da un po', ma che adesso sembra riscoprirsi di nuovo. I Lost Reality non sembrano essere troppo avanti rispetto ai colleghi baciati dalla medesima moda del recupero sonoro degli anni ottanta, ma posseggono la capacità di scrivere refrain vincenti per immediatezza e coinvolgimento: la title-track, strisciante e viziosa, "The White Wall" e "Erase", con maligno cantato mutuato da Marilyn Manson e dissonanze reznoriane, "Invisibility", dal lento fluire classicamente rock.

    L'effetto d'insieme ha dalla sua una solida struttura compositiva, tanto che la mancanza di originalità viene ampiamente bilanciata dal coinvolgimento emotivo. Bravi.

    Flavio Ignelzi

    Sorprendente, un po’ perché le aspettative forse non c’erano, e soprattutto perché “What remains”, disco d’esordio (anche se son passati ben 12 anni dalla formazione della band) degli italiani Lost Reality, stupisce per la sua personalità, compattezza e maturità. Per esser chiari fin dall’inizio, “What remains” lambisce solo in minima parte quelli che sono i territori del metal, e forse esce un po’ da quello che è il target di Metalinside, ma è un album che può piacere anche ai cultori dell’estremo.

    È complicato descrivere il sound dei Lost Reality, dark rock elettronico, sonorità che si ispirano ai Muse e Placebo (“These days”), talvolta scomodano i Depeche Mode (“Children of evil”), interludi elettronici che ricordano i Radiohead (“My fragments”, “Veil of the martyr”, e influenze gothic.

    L’attività dei Lost Reality parte nel lontanto 1996, e vede numerose apparizioni live (su tutte I-Tim tour), culminate nella pubblicazione di un promo nel 2002, con alcuni brani che vengono riproposti in questo debut (“White Wall”, “If This Is Heaven”, “Nothing I Am”); da qui la vittoria all’I-Tim nel 2003 con “Perfect Passion”, partecipazioni a Rock Tv, la nuova vittoria all’I-Tim nel 2004 e, soprattutto, facendo da support ai concerti italiani degli olandesi Clan of Xymox.
    “What remains” parte con l’intro strumentale “My fragments”, eterea e delicata, e “Perfect passion” con il suo giro di chitarra quasi ipnotico che cattura fin da subito, rivelando un’anima quasi radiofonica.

    “If this is heaven” è quasi sospesa nell’aria, salvo poi utilizzare delle chitarre distorte nel refrain, “Poison kiss” ritorna invece a calcare il terreno commerciale (facendo il verso alle nuove rock band italiche), “Veil of the martyr” al contrario osa parecchio di più, risultando un incrocio tra Muse e l’industrial; approccio che viene alleggerito con la titletrack, e mantenuto con la successiva “The white wall”, con i versi scanditi come in alcuni episodi di Marilyn Manson.
    “Children of evil”, come già detto, abbraccia le atmosfere synth-pop tanto care ai britannici Depeche Mode.

    Chiude l’album la poco riuscita “Nothing I am”, track estremamente complessa e posta in conclusione ad un album dalla durata notevole; ma è anche vero che questo è l’unico neo di “What remains”, album che se inciso da una band di oltre Manica avrebbe ricevuto tutt’altra attenzione.

    Complimenti ai Lost Reality e alla UK Division Records, sempre attenta a queste band di nicchia e di valore.

    Marco Angileri

    This month I reviewed two Italian bands who both released their debut album at UK Division Records; the gothic rock band The Shiver and this band Lost Reality. The Shiver didn't overwhelm me, but Lost Realtiy sure did. They play dark rock with some wave and industrial aspects here and there. The industrial experiments can be heard in songs like 'My Fragments' and 'Veil Of The Martyr'. Furthermore there are different light influences to be detected in the vocals and music from other bands like Lacrimas Profundere and Tiamat for example in the songs 'This Is Heaven' and 'The White Wall'. Also some sounds of Clan Of Xymox can be discerned in the sound of Lost Reality. In spite of all these influences I am convinced that there's still enough own sound and material and I know for sure this band will develop a more unique in the future. With the right work attitude and the right ability training this band can acquire more fame and build up a bigger fan base.

    On the website we can find a list of all their radio- and television performances the band did in the past and it looks like they are very proud of it (and they should be). I hope I can see Lost Reality some day at festivals like M'era Luna, Amphi or Wave Gotik Treffen, because this band has a sound that has prerequisites for playing those festivals. I'm still not done discovering this band. In order to get a better picture of this album I have to listen to it very intensely in the near future and I definitely will.

    Kim

    Deze maand mag ik twee Italiaanse bands reviewen die beiden hun debuut bij UK Division Records uitgebracht hebben; de gothic rock band The Shiver en deze band Lost Reality. The Shiver wist mij niet te overdonderen, maar Lost Reality des te meer; ze maken dark rock met hier en daar wat wave met industriële aspecten. De industriële experimenten kunnen vooral gehoord worden in 'My Fragments' en 'Veil Of The Martyr'. Verder zijn er verschillende lichte invloeden van andere bands te horen zoals in 'This Is Heaven' en 'The White Wall'; de zang en muziek doen me namelijk denken aan een mix tussen Lacrimas Profundere en Tiamat, en ook Clan of Xymox geluiden zijn hier en daar wat te horen. Toch blijft er genoeg eigen inbreng over en zal de band zeker in staat zijn een nog meer eigen geluid te ontwikkelen in de toekomst. Met werkkracht en de juiste bekwaamheid heeft deze band het zeker in zich wat meer bekendheid te verwerven en een grotere schare fans op te bouwen.

    Op de website kunnen we een opsomming vinden alle van radio- en tv-optredens die ze in het verleden hebben gedaan en daar lijken ze, terecht, nogal trots op te zijn. Ik hoop 'Lost Reality' in ieder geval eens te zien op festivals zoals M'era Luna, Amphi of Wave Gotik Treffen, want deze band voldoet zeker aan de muziek eisen en/ of voorwaarden van deze festivals. In ieder geval ben ik nog niet klaar met het ontdekken van deze band; om een steeds beter beeld van het album te krijgen, zal het in de toekomst meerdere intensieve luisterbeurten nodig hebben en dat zie ik zeker als iets positiefs.

    Kim

    Gothic, 80's New Wave??? The ltalian five-piece act of Lost Reality are without a doubt a mystery. Just when you thought you'd found the secret behind their success, they pull out another rabbit from out of nowhere. Indeed, it's difficult to pen down the sound of the band as they're working in between genres and with an constantly open mind to new ideas and effects.

    It's more or less electronic, synth music of the 80's, plus a very Gothic approach, and just a hint of the industrial formula. It's always easier to name-drop some acts of the past. So, if you could imagine a sub-conscious mixture of The Mission, Depeche Mode, and just a touch of the latest record by Good Charlotte, you'd still not get the entire picture.

    I do however know that having produced a record around the boundaries between Goth and 80's Synth, could sound an awful lot worse than on "What Remains". In fact, this is a very solid, and sometimes even hugely entertaining CD. At it's best, the pulsating "Perfect Passion", the 80's sounding "If This Is Heaven", the catchy "Poison Kiss", and the Depeche Mode sounding "Invisibility", belongs right up there among the best acts. Vocalist, Garmo, doesn't have a shred of 'Italian' accent in his singing voice and that's always a big plus in my books. Definitely worthy of investigation by those inclined more towards the Goth vs. 80's Synth rock.

    Urban "Wally" Wallstrom

    Lost Reality's biog doesn't really tell me anything about the band. They seem to like entering battle of the band competitions in the native Italy, and they've received various types of media coverage, again in their homeland, but I've no idea what makes them tick. I suppose the biggest clue is that they once supported Clan of Xymox.

    Yes, Lost Reality are definitely going to appeal to those that prefer their music on the darker side, although the first few numbers do tend to lean towards "nice" and cannot really be considered for one of the more sinful genres. Perfect Passion is impossible to pin down and all that springs to mind is the Dan Reed Network mixed with an obscure 80s Goth band!

    If this is Heaven reminds me of a brooding version of latter day Anathema, while Poison Kiss is the first steps of their descent into darkness and is filled with upbeat electronica and is a mixture of Euro Goth and lighter Industrial tendencies, with plenty of little production tricks flitting through the mix. And once they take the first steps, they then go the whole hog and "Goth out".

    And once they decide on which direction to take, the album becomes a much more consistent and a much better listen, with the dreamlike Invisibility being the highlight of a very solid debut.

    Steve Green

    Dass es in Italien nicht nur Italo-Pop gibt, hat sich inzwischen herumgesprochen. Düster-Rock scheint aber irgendwie nicht zu den sonnenverwöhnten Azzuros zu passen. So verwundert es auch nicht, dass LOST REALITY - obwohl schon seit 1996 aktiv - bislang hierzulande noch nie in Erscheinung getreten sind. Dies soll sich mit dem Album "What Remains" jetzt grundlegend ändern. Schauen wir doch mal, was das Quintett uns über die Alpen geschickt hat.

    "My Fragments" startet mit nebulösen Tonfolgen, die sich erst allmählich in eine instrumentale Songstruktur fügen, bevor es dank "Perfect Passion" weitaus flotter und mit Gesang weitergeht. "If This Is Heaven" setzt erneut auf sphärische Melodien, während "Poison Kiss" eine ausgeprägte Rhythmusfraktion zum Einsatz bringt. Hier darf sogar getanzt werden, was auch bei "Veil of The Martyr" nicht unmöglich ist, wenngleich hier eher verstörende, schnelle Gitarrenriffs und Keyboardakkorde dominieren. Der Titeltrack "What Remains" begibt sich zurück zu zurückhaltenden Synthiespielereien, die im Laufe des Songs jedoch Bekanntschaft mit einer treibenden Saitensektion machen.

    "The White Wall" und "Erase" kombinieren stampfende Rhythmen mit einschmeichelnden Vocals zu Songs, die auch aufgrund des Gesangs ferne Erinnerungen an MARILYN MANSON wecken. Die "Children of Evil" klingen hingegen in wenig nach traurigen DEPECHE MODE, wohingegen "These Days" deutlich mehr Druck macht und es wieder etwas schneller mag. Damit ist bei "Invisibility" bereits wieder Schluss, stattdessen wabern einmal mehr melancholische Melodien aus den Lautsprechern, die bei "Nothing I Am" erneut Besuch von einigen knackigen Langäxten und Drums bekommen.

    Hier und da ist mir das LOST REALITY-Debüt zu nervös ausgefallen. Statt mit allerlei Tüfteleien zu hantieren, sollten Garmo (vocals & loops), Kekko (guitars), Merx (guitars), Louis (bass) und Marcello (drums) einfach ein bisschen mehr Gas geben.

    UMP

    from BATTLEHELM (english)
    Cool, contemporary rock mixed in with suave, funky loops on this ambitious 12 tracker that is both well played and produced give me the impression that LR are a very classy band indeed.

    The rock styles vary from 80s New Wave / Punk on ‘Poison Kiss’ to the Nirvana-esque ‘Veil Of The Martyr’ to the goth rocker ‘The White Wall’, but the pensive, soothing ‘Invisibility’ was the best track to me, reminding me of a lighter version of Theatre Of Tragedy that blended in all the band’s styles whilst producing catchy harmonies.

    from SIDE LINE (english)
    It took more than 10 years for this Italian band to release their official debut cd. Thanks to UK Division Records they'll now try to increase their reputation.
    The sound of this band is quite different from what I'm used to hear of Italian bands dealing with pop, rock and wave music.
    'What Remains' sounds pretty pleasant and efficient. There's a well-crafted and powerful mix between elements of pop-rock and wave music.
    Some of the songs are closer to the 80s while other ones are definitely more into rather typical, but modern pop-rock music.
    I for sure appreciate their moody new-wave style that has been revealed on songs like 'Poison Kiss', 'Children Of Evil' and 'Invisibility'.
    This last song is even close to a kind of ballad style and definitely not in the vein of the album globally speaking.
    Their harsher side emerges on 'Veil Of The Martyr' or yet 'Erase'. A few electronic sounds now and than complete the songs, but they first of all remain a pure guitar-minded band!
    This is a real acceptable debut that is like crowning all their efforts throughout the years!

    from STRUTTER'ZINE (english)
    With the band LOST REALITY we are in a completely different style, because they are playing 1980s Electronic Gothic Rock a la THE MISSION, THE CURE, THE ALARM, ULTRAVOX, SISTERS OF MERCY and some HUMAN LEAGUE/DEPECHE MODE here and there. Not bad at all and actually they do a pretty good job on their CD 'What remains', although you have to be a fan of the genre!

    from LORDS OF METAL (english)
    This month I reviewed two Italian bands who both released their debut album at UK Division Records; the gothic rock band The Shiver and this band Lost Reality. The Shiver didn't overwhelm me, but Lost Realtiy sure did. They play dark rock with some wave and industrial aspects here and there. The industrial experiments can be heard in songs like 'My Fragments' and 'Veil Of The Martyr'. Furthermore there are different light influences to be detected in the vocals and music from other bands like Lacrimas Profundere and Tiamat for example in the songs 'This Is Heaven' and 'The White Wall'. Also some sounds of Clan Of Xymox can be discerned in the sound of Lost Reality. In spite of all these influences I am convinced that there's still enough own sound and material and I know for sure this band will develop a more unique in the future. With the right work attitude and the right ability training this band can acquire more fame and build up a bigger fan base.

    On the website we can find a list of all their radio- and television performances the band did in the past and it looks like they are very proud of it (and they should be).

    I hope I can see Lost Reality some day at festivals like M'era Luna, Amphi or Wave Gotik Treffen, because this band has a sound that has prerequisites for playing those festivals. I'm still not done discovering this band. In order to get a better picture of this album I have to listen to it very intensely in the near future and I definitely will.

    from ROCK UNITED (english)
    Gothic, 80's New Wave??? The ltalian five-piece act of Lost Reality are without a doubt a mystery. Just when you thought you'd found the secret behind their success, they pull out another rabbit from out of nowhere. Indeed, it's difficult to pen down the sound of the band as they're working in between genres and with an constantly open mind to new ideas and effects. It's more or less electronic, synth music of the 80's, plus a very Gothic approach, and just a hint of the industrial formula. It's always easier to name-drop some acts of the past. So, if you could imagine a sub-conscious mixture of The Mission, Depeche Mode, and just a touch of the latest record by Good Charlotte, you'd still not get the entire picture. I do however know that having produced a record around the boundaries between Goth and 80's Synth, could sound an awful lot worse than on 'What Remains'. In fact, this is a very solid, and sometimes even hugely entertaining CD. At it's best, the pulsating 'Perfect Passion', the 80's sounding 'If This Is Heaven', the catchy 'Poison Kiss', and the Depeche Mode sounding 'Invisibility', belongs right up there among the best acts. Vocalist, Garmo, doesn't have a shred of 'Italian' accent in his singing voice and that's always a big plus in my books. Definitely worthy of investigation by those inclined more towards the Goth vs. 80's Synth rock.

    from LIVE 4 METAL (english)
    Lost Reality's biog doesn't really tell me anything about the band. They seem to like entering battle of the band competitions in the native Italy, and they've received various types of media coverage, again in their homeland, but I've no idea what makes them tick. I suppose the biggest clue is that they once supported Clan of Xymox. Yes, Lost Reality are definitely going to appeal to those that prefer their music on the darker side, although the first few numbers do tend to lean towards 'nice' and cannot really be considered for one of the more sinful genres. Perfect Passion is impossible to pin down and all that springs to mind is the Dan Reed Network mixed with an obscure 80s Goth band!

    Is This Heaven reminds me of a brooding version of latter day Anathema, while Poison Kiss is the first steps of their descent into darkness and is filled with upbeat electronica and is a mixture of Euro Goth and lighter Industrial tendencies, with plenty of little production tricks flitting through the mix. And once they take the first steps, they then go the whole hog and 'Goth out'. And once they decide on which direction to take, the album becomes a much more consistent and a much better listen, with the dreamlike Invisibility being the highlight of a very solid debut.

    SENSORIUM (italiano)
    Non deve essere proprio semplice il solo cercare di proporre alternative dark rock se si risiede in Calabria. Ma la caparbietà, unita a delle ottime qualità di fondo, permettono a gruppi come i Lost Reality di mirare a qualcosa di più della semplice affermazione in ambito underground. "What Remains" mostra tutti gli aspetti vincenti di una valida band all'esordio discografico a distanza di più di dieci anni dalla data di formazione.

    Inquietanti atmosfere, spiccato senso della melodia, sopraffina perizia nell'affiancare suoni sintetizzati all'acustica della batteria (straordinari gli ultimi 30" di "The White Wall"), chitarre trascinanti, voce duttile ed espressiva. Credeteci, brani come "Perfect Passion", "If This Is Heaven" e "What Remains" sono variopinte gemme alternative rock che non vedono certo la luce tutti i giorni.

    Potenziali eredi dei Bluvertigo del seminale "Metallo Non Metallo", adeguata spalla per i sempre più affermati Klimt 1918, i Lost Reality mostrano come ancora oggi si possa rimanere stupiti dalle uscite di gruppi di cui non si era a conoscenza dell'esistenza sino al momento in cui non si scarta l'involucro che racchiude il supporto ottico, freddo al tatto quanto caldo e avvolgente in fase di riproduzione.

    da NOVA MUZIQUE (italiano)
    Una gavetta almeno decennale, fra promo, concorsi vinti, passaggi Tv, concerti, per arrivare al debut che raccoglie i brani principali che hanno fatto la storia della band, attualmente al lavoro su nuovo materiale. What Remains è un disco irrimediabilmente radicato nell’elettro dark pop, ma che sembra aver introiettato le migliori lezioni della generazione che ha appena dato il meglio di sé nel genere.

    Troppo facile citare Depeche Mode, Radiohead o Subsonica, sebbene se ne sentano le eco, neanche troppo lontane; piuttosto preferisco ascoltare i Lost Reality pensando a come sarebbero i Faith No More se si facessero influenzare dal più oscuro Marilyn Manson con la supervisione dell’immenso Moby, senza dimenticare i NIN.

    Le sensazioni che si alternano fra le tracce di questo Cd sono ora rarefatte ed ossessive, ora acquatiche e morbide, come se nuoto e volo coincidessero. Il mix di dark, rock, psichedelia ed elettronica è sempre molto dinamico, ma tutte queste coordinate restano comunque in perfetta armonia.

    Quando prevale una di esse in particolare, il rischio è di fare il verso a qualche band importante troppo da vicino, come nel caso di If This Is Heaven (Radiohead) oppure The White Wall e These Days (Marilyn Manson), ma il risultato non eccede mai fuori dal seminato. Indubbiamente, per la maturità del songwriting e per gli arrangiamenti ben rifiniti è Erase il capolavoro del disco e non a caso, di questo pezzo è stato realizzato un video che gira anche piuttosto bene.

    Insomma, c’è da aspettarsi un capolavoro dal prossimo album dei Lost Reality ed è solo per questo che tengo in frigo la quinta stellina… sempre che non prevalgano, nella stesura e nella produzione dei nuovi brani, manie di emulazione con mostri sacri o peggio, brame di successo troppo ambiziose.

    Tenere d’occhio!

    da TALENT SCOUT KATAWEB (italiano)
    L’elettronica conquisterà il mondo.Oramai siamo predestinati a vivere sotto il controllo degli strumenti sintetici, vuoi per comodità, per praticità, ma anche perché c’è ancora molto da scoprire e sviluppare.

    La qualità degli artisti 'binari' aumenta in maniera esponenziale, così come le possibilità casalinghe di realizzare lavori professionali senza troppa organizzazione (sale prove, ricerca musicisti, registrazione demo, etc).

    I Lost Reality mi danno l'impressione di essere un gruppo rock 'convertito' ai suoni elettronici, un passaggio importante perfettamente filtrato attraverso il computer."What Remains" ha lo stesso buio degli ultimi Depeche Mode mischiato alle tendenze industriali dei Nine Inch Nails, così a un certo punto i battiti ben programmati vengono spazzati via da una chitarra modulata così tanto da sembrare una creatura cibernetica; ma allo stesso tempo riescono a mantenere interesse melodico in una strofa invasa da strappi, cigolii, mormorii, gemiti, tagli e graffi elettronici.

    "What Remains" è una delle composizioni più mature mai caricate sui nostri server e potrebbe benissimo viaggiare ad alta rotazione in radio e TV. La cosa ancora più particolare è che la formazione è costruita su un canonico quintetto rock: batteria, basso, due chitarre e voce.Colui che si occupa dei loop è anche il frontman e sembra impossibile riesca (da solo?) a creare un'atmosfera così cupa e plastificata; l'aiuto dei musicisti arriva soprattutto nella costruzione dei suoni con le chitarre che optano per suoni compressi tanto da sembrare finti, la batteria sembra suonata da un programma mentre il basso è l'unico a mantenere le sue caratteristiche 'umane'.

    Ma i Lost Reality potrebbero anche suonare acustico perché il punto di forza arriva dalle canzoni, cosa fondamentale e molto spesso quasi accantonata perché la maggior parte dei musicisti elettro sperano di colmare le lacune compositive con chili e chili di campioni.

    "Perfect Passion" è uno dei brani che più mette nero su bianco le particolarità dei cinque, immaginatevela spoglia di ogni orpello, suonerebbe lo stesso in versione pop; oppure la new-wave-iana "Erase" che potrebbe essere in scaletta di gruppi come Interpol o She Wants Revenge.

    I Lost Reality hanno grandi potenzialità e fortunatamente lo sanno. Per questo ambiscono al mercato internazionale utilizzando il grimaldello di una etichetta britannica.

    Per questo sono il nostro gruppo della settimana.

    da EXTRA! MUSIC MAGAZINE (italiano)
    Quella tra dark, rock ed elettronica è certo una contaminazione già nota, sfruttata e persino abusata nell’ultimo decennio. Ciononostante i calabresi Lost Reality, nel loro What Remains, dimostrano una creatività e una perizia compositiva tali da riuscire a dribblare abilmente ridondanze e dejà vu vari.

    Certo, visto lo tsunami di popolarità che il rock elettronico ha conosciuto nel nuovo millennio, paragoni e richiami sono inevitabili e numerosi: What Remains viaggia sospeso tra i Depeche Mode e i Radiohead, ma con una gradazione più oscura e tenebrosa, grazie soprattutto al buon lavoro del vocalist Garmo, la cui particolarissima vocalità ricorda a tratti quella del miglior Marylin Manson.

    I Lost Reality non sono un nome nuovo ai frequentatori dell’underground: in attività dalla metà degli anni ’90, autori di un bellissimo EP nel 2002, sono stati finalisti in numerosi contest nazionali e spesso ospiti sulle frequenze del canale Rock TV. Attualmente sono considerati una delle migliori band del panorama alternative italiano.

    Bisogna ammettere che dischi come What Remains non nascono per caso: l’album è estremamente ipnotico, con muri di chitarre che si insinuano inesorabilmente nella mente dell’ascoltatore, repentine zampate industrial e atmosfere irresisitibilmente morbose. Veil of the Martyr si distingue regalando un momento quasi punk, ma la traccia migliore dell’album è senza dubbio la tesissima e luciferina Erase; da ascoltare anche Perfect Passion, If This Is Heaven, Poison Kiss, The White Wall, brani già conosciuti ma a effetto sicuro.

    Non si può parlare di buon debutto per i Lost Reality, semmai di una conferma, vista la loro presenza ormai decennale sulle scene. Sarebbe bello che avessero la possibilità di fuoriuscire dal recinto dell’underground, dove sono confinati ormai da oltre dieci anni: la loro originalità, rispetto a tanti replicanti dei Depeche Mode oggi in circolazione, potrebbe essere un esempio positivo e una spinta a fare di più.

    da DAGHEISHA (italiano)
    Attivi sin dalla seconda metà degli anni novanta, i calabresi Lost Reality sono approdati quest'anno alla composizione di ‘What Remains’ dopo un’importante gavetta che li ha visti girare l’Italia per festival, supportare grandi nomi come Clan Of Xymox e partecipare a compilation per gruppi underground.

    L’album si contraddistingue quindi per l’unione ben riuscita di melodie catchy, atmosfere decadenti, rasoiate industrial con evidenti richiami ad Orgy e Nine Inche Nails ma anche Depeche Mode o Marilyn Manson.

    Le danze si aprono con il subdolo intro ‘My Fragments’ trasportandoci subito nella languida ‘Perfect Passion’, dal refrain molto accattivante, synth oscuri e predominanti e tanta capacità melodica. ‘If This Heaven’e ‘Poison Kiss’ risultano due ottimi singoli, soprattutto il secondo, dalla maggiore portata radiofonica mentre ‘Veil Of The Martyr’ è invece, con gran sorpresa, un potente assalto sonoro con una sezione ritmica dal leggerissimo sapore dei meravigliosi Fear Factory, loop industrial e momenti scream.

    'What Remains' prosegue veramente bene, l’ascolto è quindi gradevole, si distinguono inoltre ‘The White Wall’, la potente ‘Erase’ e la ballad ‘These Days’.

    L’ascolto continua e soddisfa senza accennare a clamorosi momenti di noia concludendo le danze con ‘Nothing I Am’.

    In definitiva un buon album, ricco di atmosfere che fanno gola a chi si nutre quotidianamente di decadente emotività, ben composto ed arrangiato. Avrei preferito un artwork più ricco di contenuti.

    da THE SHIP MAGAZINE (italiano)
    Intro da paura con 'My Fragments' dove sinistri influssi che sembrano provenire da lontano, descrivono l'approccio concettuale dei Lost Reality di What Remains. Ma già da 'Perfect Passion' lo stile sembra flettersi verso sonorità meno morbose, ma che sanno catalizzare l'attenzione ugualmente. Lo stile è un'amalgama di sonorità confinabili nei vasti territori dell'electro vellutato e dell'abrasivo rock industriale.

    La voce è molto rock-oriented ma la musica è qualcosa di più complesso, come se cielo e terra si unissero nell'abbraccio sensuale tra ritmo nervoso e lenti synth pad nel canto voluttuoso e grintoso di 'Poison Kiss', fino a trasformarsi in passaggi più noise-rock in 'Veil Of The Martyr'.

    E' un mondo di feedback, drones, aperture liquide, ma è sempre uno squarcio nero quello che fa ombra nella loro musica.

    Forse il modello a cui si avvicinano maggiormente è quello degli Orgy, sia per le scelte timbriche e armoniche delle linee vocali, sia per la produzione in generale di alcuni brani, una su tutte 'Erase'.

    La qualità dei brani è notevole, a parte qualche piccola sbavatura, di impatto, coinvolgenti nell'incedere. Insomma ci sono soluzioni che vogliono distaccarsi dalla base glam-rock oscuro per guadagnare in personalità, e penso che i Lost Reality dovrebbero focalizzare la loro innegabile bravura verso se stessi.

    Melodie e suoni azzeccati, certi pattern abbastanza paraceli lasciano supporre che questi musicisti italiani abbiano qualcosa da dire nella scena nazionale ed estera. Ancora un po' acerbi ma dalle sicure potenziali.

    da SILENT SCREAM (italiano)
    I Lost Reality rappresentano una delle perle meglio nascoste e curiosamente poco considerate dell'underground tricolore, nonostante l'evidente commestibilità della proposta musicale.

    Sintetizzatori usati più volentieri delle chitarre per alimentare un dark rock dalle forti inflessioni elettroniche, atmosfere plumbee, sintetiche e decadenti, che rimandano in maniera più o meno diretta al gotico, forti dosi di new-wave.

    Tutte caratteristiche che ritroviamo nel debutto 'What Remains', sebbene notevolmente alleggerite per ciò che riguarda l'aspetto strettamente industrial/rumorista.

    Con queste premesse, ad emergere sono quindi le suggestioni dark, formula non originalissima ma certamente efficace anche nell'indicarci un possibile nuovo trend (vogliamo cominciare a parlare di neodark?). Si ascoltino, a questo proposito, 'Perfect Passion', 'If This Is Heaven' o 'Poison Kiss', che si destreggiano con competenza tra Depeche Mode e Filter, tra Kraftwerk e Nine Inch Nails (ma tutto il disco è attraversato da tali turbamenti).

    Roba che già esisteva da un po', ma che adesso sembra riscoprirsi di nuovo. I Lost Reality non sembrano essere troppo avanti rispetto ai colleghi baciati dalla medesima moda del recupero sonoro degli anni ottanta, ma posseggono la capacità di scrivere refrain vincenti per immediatezza e coinvolgimento: la title-track, strisciante e viziosa, 'The White Wall' e 'Erase', con maligno cantato mutuato da Marilyn Manson e dissonanze reznoriane, 'Invisibility', dal lento fluire classicamente rock.

    L'effetto d'insieme ha dalla sua una solida struttura compositiva, tanto che la mancanza di originalità viene ampiamente bilanciata dal coinvolgimento emotivo.

    Bravi.

    da METAL INSIDE (italiano)
    Sorprendente, un po' perché le aspettative forse non c'erano, e soprattutto perché 'What remains', disco d'esordio (anche se son passati ben 12 anni dalla formazione della band) degli italiani Lost Reality, stupisce per la sua personalità, compattezza e maturità. Per esser chiari fin dall'inizio, 'What remains' lambisce solo in minima parte quelli che sono i territori del metal, e forse esce un po' da quello che è il target di Metalinside, ma è un album che può piacere anche ai cultori dell'estremo.

    È complicato descrivere il sound dei Lost Reality, dark rock elettronico, sonorità che si ispirano ai Muse e Placebo ('These days'), talvolta scomodano i Depeche Mode ('Children of evil'), interludi elettronici che ricordano i Radiohead ('My fragments', 'Veil of the martyr', e influenze gothic.

    L'attività dei Lost Reality parte nel lontanto 1996, e vede numerose apparizioni live (su tutte I-Tim tour), culminate nella pubblicazione di un promo nel 2002, con alcuni brani che vengono riproposti in questo debut ('White Wall', 'If This Is Heaven', 'Nothing I Am'); da qui la vittoria all'I-Tim nel 2003 con 'Perfect Passion', partecipazioni a Rock Tv, la nuova vittoria all'I-Tim nel 2004 e, soprattutto, facendo da support ai concerti italiani degli olandesi Clan of Xymox.

    'What remains' parte con l'intro strumentale 'My fragments', eterea e delicata, e 'Perfect passion' con il suo giro di chitarra quasi ipnotico che cattura fin da subito, rivelando un'anima quasi radiofonica.

    'If this is heaven' è quasi sospesa nell'aria, salvo poi utilizzare delle chitarre distorte nel refrain, 'Poison kiss' ritorna invece a calcare il terreno commerciale (facendo il verso alle nuove rock band italiche), 'Veil of the martyr' al contrario osa parecchio di più, risultando un incrocio tra Muse e l'industrial; approccio che viene alleggerito con la titletrack, e mantenuto con la successiva 'The white wall', con i versi scanditi come in alcuni episodi di Marilyn Manson.

    'Children of evil', come già detto, abbraccia le atmosfere synth-pop tanto care ai britannici Depeche Mode.

    Chiude l'album la poco riuscita 'Nothing I am', track estremamente complessa e posta in conclusione ad un album dalla durata notevole; ma è anche vero che questo è l'unico neo di 'What remains', album che se inciso da una band di oltre Manica avrebbe ricevuto tutt'altra attenzione.

    Complimenti ai Lost Reality e alla UK Division Records, sempre attenta a queste band di nicchia e di valore.
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    Dagheisha Italian ^ www.dagheisha.com
    Ci raccontate la storia dei Lost Reality, la nascita, gli sviluppi successivi, le tappe fondamentali ?
    Il progetto Lost Reality risale al lontano 1996. Inizialmente, come ogni band emergente, abbiamo pubblicato dei demo e partecipato a vari concorsi musicali. Solo dopo vari cambi di line-up, siamo riusciti a maturare l’equilibrio necessario per affrontare in modo serio il nostro percorso artistico. Questo ci ha portato a raggiungere importanti affermazioni quali le vittorie dell’I-Tim tour della Calabria, il secondo posto al contest nazionale indetto dalla Diesel, la partecipazione alle trasmissioni di Rock TV compreso il relativo tour, ed infine di firmare il contratto discografico che ci ha permesso di pubblicare il nostro primo disco “What Remains”.

    Quali sono state le esperienze live più interessanti, gli eventi dove vi siete sentiti maggiormente soddisfatti, ed il gruppo con cui è stato più appagante suonare ?
    Sicuramente la finale dell’I-Tim Tour del 2003 tenutasi in piazza Duomo a Milano davanti a oltre cinquantamila spettatori, ma anche il Rock Tv tour e il concerto di apertura per il grande Ritchie Kotzen (ex Poison e Mr Big).

    Chi è l’autore dei vostri testi? Qual è il mood principale che ne ispira la composizione ?
    Gli autori principali dei testi siamo io e Garmo (il nostro cantante). Cerchiamo di sviluppare tematiche legate per lo più ad aspetti vicini alla nostra realtà, al decadimento dei valori spirituali, umani e morali. Per il nuovo album invece stiamo lavorando a un concept con tematiche sospese tra il fantastico ed il reale.

    Come avviene invece l’approccio alle composizioni, chi di voi è la figura maggiormente coinvolta nell’arrangiamento dei brani ?
    L’input parte quasi sempre da Garmo, che ci propone alcune idee che poi sviluppiamo insieme, discutendo e analizzando scrupolosamente ogni singola nota.

    Come definireste la vostra musica ?
    Alternative rock con venature dark.

    Quali sono stati i gruppi più importanti ed ispiratori per la vostra evoluzione musicale ?
    Nine Inch Nails, The Cure, Depeche Mode, ma per fortuna, ognuno di noi possiede un vario e ampio background musicale, che ci permette di svariare molto anche in termini compositivi.

    Siete on the road da più di dieci anni, quanto ha influito l’evoluzione degli strumenti online di comunicazione (social network, file sharing, webzine) nella vostre possibilità di emergere e farvi conoscere ?
    Agli inizi, e lo ricordo sempre con molto piacere, ci auto-promuovevano scambiando i demo, i flyers e le bio via posta con altre band. Era tutto più genuino, c’era una passione e una dedizione completamente diverse da quelle di oggi. Sicuramente lo sviluppo del web che ha reso possibile condividere la propria musica con tutto il mondo con un semplice click, è qualcosa di estremamente positivo. Come in ogni cosa, però l’abuso è sempre negativo, e mi riferisco al file sharing e alla possibilità di scaricare interi album o discografie in modo illegale. A mio avviso sarebbe più corretto dare la possibilità di scaricare solo alcuni brani promozionali per album, per poi decidere dopo l’ascolto, se acquistare l’intero disco o meno.

    Come sta andando l’album ? I feedback ricevuti sono in linea con quanto vi aspettavate? Ci sono state sorprese in tal senso ?
    Quello che più ci interessa al momento è ascoltare pareri e leggere recensioni. Devo ammettere che stiamo ricevendo recensioni estremamente positive e molto gratificanti, forse anche più di quello che ci aspettavamo. Questo non può fare altro che stimolarci ancor di più e farci continuare più decisi nel nostro progetto.

    Avete già nuovi progetti in studio ?
    Al momento stiamo lavorando al nuovo album e abbiamo alcuni brani già definiti.

    Pensate di realizzare altri video oltre quello di "Erase" per supportare l"album ?
    Inizialmente avevamo pensato di realizzare almeno un altro video, ma alla fine abbiamo deciso di dedicarci completamente ed esclusivamente alla lavorazione del nuovo album.

    Come condividete palchi ed esperienze con le altre band “alternative” italiane ? Vi sentite parte di un gruppo coeso o lamentate quella scarsa capacità di organizzarsi cui spesso si parla ?
    Abbiamo ottimi rapporti con altre band italiane, collaboriamo per scambi di date e altro, il problema semmai è la difficoltà di trovare spazi. Qualcosa comunque anche in quest’ultimo ambito sta cambiando e sicuramente la fattiva sinergia tra le band ne è la causa.

    Come siete entrati in contatto con Alkemist Fanatix ?
    Con la Alkemist Fanatix collaboriamo in pratica dalla loro nascita. Chiesi a Carlo (il boss della Alkemist) di ascoltare alcuni nostri brani e quasi subito ci ricontattò dandoci il suo parere, così da li a poco è nata la collaborazione. Siamo felici della scelta fatta: con loro abbiamo firmato il nostro primo contratto discografico e visto uscire il nostro primo album.
<b>Roboid 371304</b> (2012) What Remains (2008)




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